L’elevator pitch, il primo racconto della start up


6 Febbraio 2024
di Silvia Manduchi*

Per raccontare che cos’è il Venture Capital sarei tentata di definirne gli aspetti, come per ogni pitch che si rispetti, ma subito mi rendo conto che per condividere i fondamenti di questo settore, devo esemplificare quel gergo (jeargon), che fa del Venture Capital, proprio il Venture Capital!

Partiamo quindi da questa parola: pitch. Il pitch d’investimento è il “discorso” molto breve con il quale un imprenditore descrive la propria idea imprenditoriale. “Elevator pitch”, ovvero il “discorso da ascensore” riprende l’idea che il pitch possa essere sufficientemente breve ed esaustivo per convincere un investitore con il quale ci troviamo a contatto per un breve momento, tradizionalmente inteso come il percorso in ascensore tra un gran numero di piani.

Immaginiamoci ad esempio a New York, come la raccontiamo la nostra idea imprenditoriale dal piano 0 al piano 20?

La metafora della salita risulta per me molto interessante, l’evoluzione di una realtà è sempre in salita, se non lo fosse, se fosse in discesa, ci saremmo immaginati un ascensore che scende, non che sale, suppongo. Ritagliarsi il tempo di scrivere e raccontare la propria idea imprenditoriale è alla base del lavoro di un imprenditore, ma può essere utile anche per un gran numero di altri ambiti. La sintesi della propria idea (e perché no, del proprio posto nel mondo) non è cosa da poco, è certamente un’abilità che va allenata ed occorre fare molte volte il tragitto in ascensore con diversi interlocutori per poter dire infine di avere il proprio pitch pronto. L’importante è ogni volta portarsi a casa degli spunti per poi integrarli nel pitch successivo.

Alla fine di questo fantomatico elevator pitch ci si aspetta anche che l’investitore che ci ha ascoltato silenziosamente tutti i nostri lunghissimi ma anche brevissimi 3 minuti, proferisca parola (che ci immaginiamo quasi divina) e ci dica finalmente qualcosa, in un range tra “non mi interessa, non è tra le aree in cui investo”, che, anche se a volte potrebbe essere vero, tradotto potrebbe suonare come “che idea di m****” oppure, dall’altro lato della scala “geniale, count me in, questo è il mio numero di telefono” che potrebbe anche tradursi in “mi mostro entusiasta, ma non so se poi davvero ti sgancio i soldi”.

In questo strano andirivieni, sta il gioco del founder!

*Scaleup consultant, esperta di venture capital, innovazione e leadership 

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