Generazione 'a-social': lo psichiatra Crepet avverte sull'allarme sociale dei nuovi media


26 Gennaio 2024
di Silvia Castrogiovanni

Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, solleva l'allarme sull'uso eccessivo dei social network tra i bambini e gli adolescenti, definendo questa generazione come "a-social". Secondo il Report Global Digital 2022, in Italia ci sono oltre un milione e mezzo di ragazzi tra 13 e 17 anni iscritti a piattaforme social, ma la dipendenza va oltre i numeri ufficiali. Il cinismo delle aziende che lucrano sfruttando l'immagine dei giovani porta ad effetti negativi come il cyberbullismo, le sindromi da hikikomori, i furti di identità e l'istigazione all'odio.

Il professore, in un'intervista ad Avvenire, sottolinea che i social dovrebbero promuovere relazioni e condivisione, ma per molti giovani si traducono in isolamento e paura. Crepet propone un cambiamento nella scuola, iniziando dalla durata del ciclo di studi, vietando gli smartphone durante l'orario scolastico e introducendo insegnamenti sull'uso corretto di Internet. Sostiene l'aumento dell'età di accesso ai social a 16 anni e propone l'idea di un "Spid" gestito dai genitori.

La preoccupazione riguarda anche l'avvento dell'intelligenza artificiale accessibile a tutti, uno strumento ritenuto pericoloso anche da Elon Musk e Steve Jobs. Riguardo ai rischi di suicidio, afferma che l'ideazione suicida è comune tra gli adolescenti, ma non strettamente legata ai social network: è piuttosto necessario focalizzare l'attenzione sulla "dimensione del vuoto" nella vita degli adolescenti, causata da incomprensioni e fallimenti.

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