Tra sintonizzazione e problem solving: la sfida in tempi di stress


1 Marzo 2024
di Giacomo Rizzolatti*

Le relazioni muovono il mondo e le decisioni rendono concrete le opportunità. Così, più le relazioni sono fluide e costruttive, più le decisioni sono efficaci. Un mantra da tenere bene in mente e allo stesso tempo un meccanismo molto delicato, che per funzionare bene necessita di una comunicazione chiara. Infatti, quando la comunicazione fra le persone che devono collaborare per il raggiungimento di un obiettivo è ambigua o contraddittoria, non si crea sintonizzazione e questo ostacola il processo di problem solving in condizioni di stress.

Il codice alla base della comunicazione è in prevalenza determinato dalle azioni che gli altri fanno e che noi osserviamo. Il modo in cui entriamo in contatto con l’altro segnala le nostre intenzioni e ci fa comprendere quelle del nostro interlocutore.

Ad esempio, se una persona ci appoggia delicatamente una mano sulla nostra spalla ci farà intuire qualcosa di diverso rispetto alla situazione in cui qualcuno ci tratta con vigore o ci blocca; in un caso potremmo percepire l’intento di darci sostegno, nell’altro quello di ammonirci o redarguirci. Simulare nel nostro cervello ciò che sta accadendo nel cervello dell’altro attraverso il meccanismo dei neuroni specchio ci permette di avere immediata contezza, senza bisogno di ragionamenti, di ciò che sta accadendo all’altro o nella situazione specifica.

Conoscere è alla base dell’agire sociale: cogliere distintamente l’intenzione dell’altro mi permette di orientarmi verso un’azione. Se riesco a decifrare correttamente in che modo l’altro si è avvicinato a me, per darmi sostegno o per rimproverarmi, ad esempio, riesco a formulare una risposta adeguata e ancorata all’esperienza.

Non discriminare questi elementi ci mette nella condizione di non cogliere flessibilmente gli indizi del contesto e ci priva ad esempio della capacità di adattarci ai cambiamenti o rispondervi in maniera adeguata. Questo può impedirci di prendere le decisioni giuste e di trovare soluzioni nelle situazioni stressanti o sfidanti, generando un grave costo per i contesti organizzativi e per la società nel suo complesso.

*Neuroscienziato, scopritore dei neuroni specchio. Professore Emerito, responsabile Unità di Neuroscienze del CNR di Parma. Membro dell’Accademia dei Lincei, Academia Europaea, Académie Francaise des Sciences, American Academy of Arts and Sciences e National Academy of ScienceRoyal Society e Istituto Lombardo.

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