Il ceo Giampaolo Grossi, “leadership gentile vuol dire ascoltare e ispirare”


17 Febbraio 2024
di Redazione

Dopo una serie di esperienze internazionali e aver portato Starbucks in Italia, Giampaolo Grossi è da alcuni mesi amministratore delegato di Giacomo Milano, brand iconico nella ristorazione che si appresta ad ampliare la propria realtà in Italia e all’estero. Intervistato da Kindanews - La Voce dei Leader, Grossi racconta la sua esperienza e la sua visione di leadership, fatta di valori e gentilezza.

Cosa vuol dire esercitare una leadership “gentile”?

La gentilezza richiede coraggio, attenzione e volontà, ma anche saper dire di ‘no’ in modo corretto. È la cultura dell’ascolto, del feedback che serve ad aiutare gli altri a migliorarsi. Un lavoro che si fa nel tempo, prima attraverso incontri ‘one to one’ con le singole persone e poi al livello di squadra. Anche una leadership più autoritaria può essere gentile. Sono molto importanti le parole che si scelgono per comunicare con gli altri.

Come si fa a coinvolgere un dipendente?

L’ispirazione deve essere la chiave per tutti a prescindere dalle esperienze. Bisogna lavorare per ispirare e nutrire le persone affinché raggiungano gli obiettivi. È necessario ascoltare, comprendere le aspirazioni che hanno e guidarle verso l’obiettivo, rendendo reali le loro ambizioni. Bisogna condividere il proprio punto di vista e supportarle sulla giusta direzione da prendere. È importante condividere il proprio vissuto, sia nelle vittorie che nelle sconfitte, al fine di trarne esempi positivi per superare le proprie difficoltà.

Quanto sono importanti il dialogo e l’empatia?

Il punto centrale sono i valori da condividere con le persone, come la lealtà, l’onestà e l’integrità. Il confronto è fondamentale per imparare a leggere i punti di vista degli altri, che possono essere diversi. La chiave è realmente essere interessati agli altri. Faccio un esempio: chiedere a una persona ‘come stai?’ è diverso dal chiedere ‘stai bene? Ti vedo stanco, vedo che sorridi meno oggi’. Dimostra interesse, volontà di capire l’altro, di condivisione di un suo malessere per aiutarlo. Tutte le persone hanno bisogno di sentirsi ascoltate.

Qual è il piano di crescita per Giacomo Milano?

Stiamo lavorando molto alla governance e alla struttura, per passare da una gestione familiare a una imprenditoriale. Il piano prevede l’apertura di altri ristoranti a Milano e fuori. In seguito, dopo esserci consolidati in Italia, punteremo all’estero. 

Credits: MR Corporate

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