Competenza e lungimiranza per affrontare il passaggio generazionale


3 Febbraio 2024
di Sertac Yeltekin*

Si dice che la “prima generazione crea, la seconda conserva e la terza distrugge”. Troppe volte è andata così. Effettivamente, il passaggio generazionale è un momento critico per un’impresa ed è caratterizzato da dinamiche anche molto complesse. L’obiettivo di ogni azienda è perdurare nel tempo, garantendo la continuità della crescita patrimoniale tra le generazioni e la stabilità del quadro occupazionale. Un passaggio generazionale ben fatto è un passaggio che va pianificato. Secondo studi condotti a livello internazionale solo il 20% delle aziende si prepara per questo traguardo. I dati Istat confermano che il 75,2% delle imprese con oltre 3 addetti, pari a oltre 777 mila aziende, è controllata da una persona fisica o da una famiglia. Si stima che una percentuale fra il 25 e il 30% di queste aziende affronterà il passaggio generazionale entro il 2030 (si consideri che in Italia, il 23% delle imprese familiari è addirittura guidato da un leader con oltre 70 anni). E’ un dato importante, se si pensa che solo il 15-20% delle imprese italiane arriva alla terza generazione. Un buon piano di successione va preparato con anticipo, anche coinvolgendo professionisti esperti, in modo da prevedere un periodo sufficiente di affiancamento della nuova generazione, affinché gli eredi siano preparati in modo adeguato. Perchè ancora in pochi lo fanno?

Il prof Riccardo Tiscini, docente di Economia Aziendale presso l’Università di Roma “La Sapienza”, identifica tre “trappole” che impediscono alle aziende di pianificare il passaggio intergenerazionale:

la prima è la trappola della quotidianità, con poco tempo da dedicare per la pressione delle incombenze quotidiane; segue l’illusione dell’immortalità, cioè la rimozione inconscia della successione e la  percezione dell’indispensabile presenza dell’imprenditore; infine, la trappola della semplicità, ovvero l’idea di un mero passaggio di consegne che porta a sottovalutare gli impatti psicologici sui familiari coinvolti e quelli aziendali sulla strategia, l’organizzazione e le relazioni esterne.

Le condizioni per un passaggio generazionale di successo sono state ben indagate da Assolombarda, che ne ha identificate 7: 

1. Distinguere l’impresa dalla famiglia (in caso di impresa familiare)

2. Definire (presto e bene) le regole per il cambiamento

3. Prepararsi all’imprevisto

4. Pianificare l’obiettivo e il processo

5. Applicare un sistema di governance moderno (holding)

6. Valutare la “competenza” più della “appartenenza”, cioè privilegiare la meritocrazia

7. Coinvolgere attori “terzi”

Alcune di queste coincidono, è vero, con i normali passi da seguire per ogni progetto aziendale, ma il passaggio fra le generazioni attiva una dinamica che richiede una gestione oculata delle risorse, un approccio aperto all'innovazione e una consapevolezza delle evoluzioni nei modelli di lavoro. 

E gli effetti di un passaggio ben gestito si vedono. Dall’analisi sui dati interni di Intesa Sanpaolo emergono risultati molto positivi, in termini di crescita di fatturato e redditività, quando c’è una componente giovanile nel board aziendale: nel periodo 2016-18, le aziende con almeno un amministratore under 40 hanno registrato una crescita mediana del fatturato dell’11,4% contro il 4,7% delle imprese con tutto il board over 65 e l’8,2% del resto delle imprese.

Certamente sono dati che vanno interpretati per ciascuna singola realtà, ma sono comunque un’indicazione molto utile, sul contributo che la “next gen” in azienda può dare.  

Innovazione, flessibilità e nuove prospettive sono il grande patrimonio che le giovani generazioni possono portare alla guida dell’azienda. E allo stesso tempo garantiscono continuità nelle scelte strategiche, nell’accumulo di esperienza e nello sviluppo di competenze al passo con i tempi. 

*Managing Director & General Partner Zingforce Ventures e Co-Founder & General Partner Purpose Venture Capital (Singapore)

Share this content:

© - 2024 Kindacom Srl  - Via Bernardo Quaranta, 40 – 20139 Milano  - C.F. e P.IVA 10640270962 - Capitale Sociale Euro 10.000 i.v. - www.kindacom.com

Le foto presenti su kindanews.news sono state in larga parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, possono segnalarlo alla redazione kindanews.news@gmail.com, che provvederà alla rimozione delle immagini utilizzate.

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram