Antonio Gusmini,  Direttore HR Banca Mediolanum: “I giovani hanno bisogno di valori, comunità e coinvolgimento”


26 Marzo 2024
di Alessandra Irene Rancati

Essere motivati, coinvolti, inseriti in una comunità, con la possibilità di spaziare tra più attività e mettersi alla prova. La nuova generazione di giovani nel mondo del lavoro è molto diversa dalle precedenti e con più facilità lascia un’occupazione se non ha stimoli, se si “annoia”, se non vede prospettive di crescita o coerenza nei valori: “Sono davvero poche le persone che galleggiano aspettando il 27 del mese” (quando viene pagato lo stipendio, ndr), racconta a Kindanews - La voce dei Leader Antonio Gusmini,  Direttore delle risorse umane del Gruppo Bancario Mediolanum, che spiega dal suo punto di vista chi sono i leader interessanti per i giovani. “I giovani seguono chi li coinvolge. Il leader cattedratico che detta semplicemente i compiti fa tanta fatica a farsi seguire dai ragazzi, che hanno bisogno di partecipare, perché loro si muovono se si sentono una comunità, con valori condivisi, seguono le persone che parlano con loro e ricercano molto il concetto di equità”. “Rispetto alla nostra generazione, che cercava soprattutto equità retributiva”, spiega Gusmini, “loro cercano equità nella distribuzione delle attività, nelle opportunità rispetto alle esperienze. Questo è quello che si aspettano dal leader che diventa la persona di cui si fidano”. Dopo aver ingaggiato i dipendenti, tuttavia, “bisogna lanciare spesso stimoli, sfide e attività più elettrizzanti, poiché i giovani non amano le attività ripetitive.”. 

Mediolanum ha un turnover molto basso: “Da noi è il 3,5 per cento, questo perché siamo aperti all’ascolto dei ragazzi e se chiedono altre opportunità noi le diamo”. L’unica condizione, spiega il direttore HR di Mediolanum, è che si ritrovino nella cultura aziendale, perché “se non si riconosce il valore della cultura dell’azienda, restare è solo sofferenza”. A influire positivamente su un turnover così basso è anche il sistema di welfare: dal nido aziendale alle campagne di prevenzione per la salute, fino per esempio al forno con il pane fresco tutti i pomeriggi gestito da una cooperativa sociale.

Quanto ai lavori preferiti dai giovani nel settore bancario, Gusmini spiega che in ambito generalista ci sono la comunicazione e il marketing di prodotto, mentre gli specialisti vogliono entrare nella gestione dei patrimoni, per occuparsi di finanza.

Per quanto riguarda i contratti di lavoro, Gusmini dichiara che le candidature spontanee arrivano per le posizioni aperte in Sede, a conferma della tendenza a cercare ancora il posto fisso. “Abbiamo poi un bellissimo progetto, per cui da tre anni stiamo inserendo come banker consultant giovani laureati racconta Gusmini. “E’ un tipo di lavoro nel quale i ragazzi e le ragazze si gestiscono il tempo, è fortemente meritocratico e si può guadagnare molto”. Si comincia a lavorare dopo sei mesi di Master alla Corporate University di Mediolanum, “dal terzo al sesto mese iniziano ad affiancarsi a un consulente finanziario senior che poi se ne prende cura: entrano nella bottega del maestro, si formano e possono anche arrivare a diventare soci del senior quando finiscono il master. Li cerchiamo e li accompagniamo in questo percorso di crescita formativa. In sostanza, chi manda i curricula cerca un posto in banca a tempo indeterminato e negli ultimi due anni abbiamo inserito più di 300 persone nell’organico della banca. Una grande soddisfazione di questi tempi. I ragazzi e le ragazze invece che hanno intuito le grandi potenzialità della consulenza finanziaria, si impegnano per imparare il mestiere e diventare i consulenti di domani. 

Quanto agli stipendi, nel settore bancario l’Italia è sostanzialmente competitiva rispetto agli altri Paesi europei per il lavoro ordinario di banca, spiega Gusmini, “dove vi è invece una differenza importante è nell’ambito della consulenza finanziaria pura: nel mondo anglosassone si è pagati di più, ma a fronte di un costo della vita più alto e del rischio costante di perdere il lavoro se non si raggiungono gli obiettivi di budget”. Infine il tema dell’intelligenza artificiale: “Sono convinto che possa essere un valido aiuto su alcune verticalità, come la reportistica e la gestione dei dati, ma il nostro è un lavoro di relazioni in cui è cruciale il valore della persona”. 

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