Così la crisi del Mar Rosso minaccia la moda italiana


26 Gennaio 2024
di Redazione

La situazione critica nel Mar Rosso, con gli attacchi dei ribelli yemeniti Houthi alle navi cargo dirette a Suez, sta mettendo in seria difficoltà le aziende italiane, soprattutto nel settore della moda.

"Abbiamo una nave partita dall’Estremo Oriente ai primi di dicembre con alcuni prodotti della collezione primavera-estate 2024 che non è ancora mai arrivata, quando, di solito, impiega 25-30 giorni", racconta al Sole 24 Ore Enzo Fusco, presidente di FGF Industry, gruppo veneto cui fanno capo marchi come Blauer Usa e Ten C. Per scongiurare attacchi, le navi cargo non transitano più dal canale di Suez ma dal Capo di Buona Speranza, circumnavigando l’Africa. Secondo Confartigianato, ogni giorno vengono persi 95 milioni di euro: tra novembre 2023 e gennaio 2024 i danni sfiorano i 9 miliardi.

Le imprese italiane della moda acquistano merci soprattutto dalla Cina. Secondo i Fashion economic trends di Camera nazionale della moda, nel 2023 l’import del settore (allargato a cosmesi e occhiali) ha superato i 50 miliardi. Tra gennaio e agosto 2023 la Cina è stata il primo fornitore delle aziende di moda (4,4 miliardi di import, -20,2%) e il secondo per le aziende dei settori collegati (714 milioni,-5,1%).

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