Marco Pesaresi, DG Ferrarelle: essere “contadini dell’acqua”, al tempo della tecnologia e dell’efficienza


16 Maggio 2024
di Alessandra Irene Rancati

Rigenerazione. Un concetto che ispira evoca la riscoperta del passato e il ritorno a prendersi cura del mondo che ci circonda. La narrazione generalista dedica oggi ampio spazio alla rigenerazione delle città, ma forse ancora troppo poco a quella della terra e dell’acqua. Tuttavia, prima di essere un processo urbano, rigenerare è soprattutto un processo umano e, in questo senso, trattare l’acqua con gentilezza diventa un tema forte di sostenibilità, intesa anche come etica e rispetto dell’altro. 

“In questa azienda ci consideriamo come dei contadini dell’acqua”. Mi sorprende con questa definizione Marco Pesaresi, oggi Direttore Generale di Ferrarelle, quarto produttore italiano di acque minerali, e in passato manager di importanti multinazionali del Food & Beverage. Spiega: “come il contadino cura il proprio terreno per raccoglierne i frutti, noi ci prendiamo cura delle sorgenti, monitoriamo lo stato della falda con le migliori tecnologie e la manteniamo in costante equilibrio, cercando di migliorare costantemente l’efficienza del nostro consumo idrico. 

Il concetto di cura si estende ben oltre l'ambiente. L’acqua, infatti, è anche simbolo di trasformazione e di adattamento. Una dualità che invita a una riflessione sull’azienda, sui valori e sulle persone: “Estendere il concetto di rigenerazione alle organizzazioni, ci porta ad affrontare le dinamiche evolutive di un’azienda”. "Un'organizzazione destinata a crescere deve necessariamente trasformarsi e arricchirsi di nuove competenze, individualità e diversità", sottolinea Pesaresi. “L’imperativo è mantenere il passo con un mercato in costante mutamento, preservando al contempo l'identità e il patrimonio “genetico” aziendale, creato nel corso del tempo e tramandato dall'imprenditore”. 

Così come l'acqua si adatta e si trasforma, anche la leadership deve essere capace di adeguarsi all’identità aziendale, pur mantenendosi salda e autentica nei suoi principi fondanti. E soprattutto coerente: non è possibile prendersi cura dell’acqua senza prendersi cura delle persone. “Il nostro è oggi un percorso di cambiamento appassionante sostenuto da un modello di leadership fatto di concretezza e prossimità che deve seguire i valori aziendali: siamo un’organizzazione dove tutti si conoscono, dove tutti si aiutano, nella quale la dimensione familiare emerge nella sua accezione nobile. E così deve rimanere, perché pur crescendo ed evolvendo rimaniamo diversi da una multinazionale”. 

Rigenerare è dunque aver cura dell’ambiente, delle organizzazioni e delle relazioni. Un processo che richiede pazienza e dedizione per garantire qualità. Come l’acqua di cui Marco ci racconta, che cade nell’invaso del vulcano spento di Roccamonfina e impiega 30 anni per percorrere 15 km, in un lento e sapiente percorso di arricchimento, prima di affiorare in tutta la sua vitalità. Gutta cavat lapidem, dicevano i Romani.

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