Il libro che fa tremare la Francia


17 Febbraio 2024
di Luca M. Venturi*

Nei Servizi francesi volano gli stracci. Un libro fa infuriare Parigi e sta scatenando l’ira di Tripoli e verso la fine del mese di febbraio 2024 a Parigi si terrà un’importante conferenza tra Francia e Libia anche per metterci una pezza. 

L'uomo di Tripoli, memorie di un agente segreto, per le edizioni Mareuil, scritto dall’agente francese del DGSE Jean-François Lhuillier, rivela nomi e avvenimenti che possono spiegare la situazione inestricabile in cui si trova oggi la Libia, mettendo in luce circostanze e relazioni di ogni genere tra Francia/Europa e Libia che mettono in serio imbarazzo o, peggio, sia Parigi che numerosi personaggi oggi in carica a Tripoli.

Il lungo elenco comprende oltre un centinaio, di nomi e cognomi francesi, tedeschi e americani di militari in servizio, ministri in carica, diplomatici di carriera, collaboratori e consulenti, di personaggi di spicco del regime di Gheddafi. 

Questi e i contenuti consistenti e sensibili del volume mettono in evidenza i tanti rapporti occulti tra gli Stati e questo viene considerato inaccettabile. 

Ora, Francia e Libia ne hanno proibito la scottante traduzione in arabo che potrebbe esacerbare gli animi contro Parigi, con pesanti conseguenze internazionali.

Alla pubblicazione del libro, il capo dell’agenzia di spionaggio all’estero DGSE, infuriato, convoca l'autore e secondo un testimone “nella sede della DGSE scoppiò una grande rissa”.

Immediatamente dopo, Lhuillier viene denunciato dalla stessa DGSE, mentre la consorella DGSI, il servizio interno francese, lo arresta nella sua abitazione a Compiègne (dipartimento dell’Oise) perché il testo comprometterebbe segreti della Difesa nazionale e metterebbe in pericolo al livello massimo di 5/5 ‘fonti umane’ legate ai Servizi.

Frattanto, due editori di Tripoli si interessano alla traduzione e pubblicazione del testo in lingua araba e, con l’accordo dell’editore Mareuil ne viene commissionata la traduzione in arabo a un professionista di Tunisi, un noto analista e advisor politico molto attivo anche in Libia.

Poi, improvvisamente, poco prima dell’arresto di Lhuillier, apparentemente dietro pressione delle autorità francesi, l’editore francese Mareuil ne blocca la pubblicazione, revocando l'incarico al traduttore e diffidandolo dal pubblicare il testo: 

Sono vivamente dispiaciuto d’informarla che tenuto conto dell’attualità internazionale e in particolare della posizione della Francia, l’autore e l’editore hanno deciso che per il momento non sarebbe appropriato proseguire nel progetto (di traduzione in arabo e pubblicazione in Libia). 

Nel contempo, in Libia, l'autorità del governo di Tripoli preposta al controllo della circolazione del libro, si rifiuta di approvare la circolazione del libro e lo mette al bando, proibendone traduzione, distribuzione e vendita.

Secondo una fonte giornalistica ufficiosa, Il libro disturba davvero la Francia, ho conoscenze in AFP e Jeune Afrique e altri, e sono davvero molto imbarazzati per non dire altro.

Del testo arabo attualmente esiste solo una versione digitale completa in pdf assolutamente inedita, custodita in Svizzera.

Ma chi è l’autore? Tra il 2009 e il 2012, Lhuillier, parà, tenente colonnello, ha lavorato nella Direction Générale de la Sécurité Extérieure, il servizio segreto francese che opera all’estero, come capo della postazione di Tripoli e OT, Officier Traitant, ovvero responsabile del reclutamento e della gestione degli agenti stranieri in loco; insomma uno human source handler che, nel suo caso, recluta fonti e sottofonti libiche.

In Libia, Lhuillier intreccia relazioni interessanti e salde con esponenti libici in posizione apicale. Eppure, Parigi, fin dai primi disordini in Libia nel 2011, invece di mantenere un attento ed esperto osservatore sul campo, fa evacuare i propri connazionali e, contro ogni logica d’intelligence, ordina di chiudere la rappresentanza diplomatica che ospita il posto di ricerca della DGSE. 

Lhuillier cessa la propria attività e distrugge in fretta e furia i propri strumenti, documenti e archivi. Alla partenza dei diplomatici, con un atto di barocca diplomazia francese, le chiavi dell'ambasciata abbandonata sono affidate ai Russi…

L’agente segreto nel suo libro tanto indigesto alle autorità di Parigi, dal titolo ispirato a L'uomo di Praga, di Erwan Bergot, descrive con particolari concreti e nomi reali le sue attività in Libia iniziate sotto il regime del colonnello Gheddafi, interrotte al momento della sua evacuazione, e del suo ritorno in campo dopo gli attacchi aerei francesi del marzo 2011. 

Il suo logico obiettivo professionale è di entrare in contatto con le forze rivoluzionarie per valutarne l’organizzazione e misurarne la capacità di rovesciare Gheddafi. 

Peccato, per lui, che nel testo critichi il ruolo della DGSE nella politica estera francese secondo una sua visione intransigente e che denunci come l'azione segreta, il reclutamento e la gestione di fonti umane clandestine si mescolino con rivalità interne al Servizio, complicando i compiti d’istituto. Un male comune a molti Servizi, non di rado dediti a lotte interne di carriera, dispetti tra colleghi, favori o ripicche verso politici.

La letteratura, o almeno i libri, scritti dalle spie tenta sempre più spesso gli agenti segreti e i militari dei corpi speciali. Quasi sempre, con conseguenze generose in termini di pubblicità e vendite, ma talora formalmente e legalmente spiacevoli.

Ma un libro di memorie può davvero fare tanto male?

In realtà, la censura dei libri scritti dalle spie e le vendette dei burocrati al vertice dei Servizi non sono un caso isolato. Sempre in Francia, un altro agente della DGSE, dal nome di comodo di Richard Volange, è stato incriminato per violazione del segreto della Difesa nazionale per il suo libro Espion, 44 ans à la DGSE. Il Servizio, a detta del suo avvocato Emmanuel Ludot, vuole por fine all’abitudine che quasi tutte le ex-spie hanno di vendere il racconto della loro attività passata per rimpolpare la propria pensione.

Insomma, le spie si trovano in buona compagnia nel circolo dei libri vietati o censurati, tra i quali, in pieno secolo XX e oltre, sotto il giogo del politicamente corretto, dei libri pericolosissimi per il libero pensiero, come Tarzan di Edgar Rice Burroughs, Cappuccetto rosso di Trina Schart Hyman, nel 1983 perfino il Diario di Anna Frank e, nel 1992, Hansel e Gretel dei Fratelli Grimm.

*CEO Mediaconsult SA Lugano, Società di consulenza in Comunicazione finanziaria, Corporate e Crisis management

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